In quest’articolo parleremo di deglutizione, cosa è e come si modifica nel tempo. Quando la deglutizione ci da dei problemi? Ecco che qui si parla di Deglutizione Atipica oppure Deglutizione Deviata, ma la definizione corretta è Deglutizione Disfunzionale. Approfondiamo con i nostri clinici le cause e il trattamento; e per prevenirla? In fondo all’articolo qualche utile suggerimento per te.
Nel corso del tempo, il bambino modifica il modo di deglutire passando da una deglutizione di tipo “infantile” ad una deglutizione di tipo “adulto”.
Il passaggio dalla deglutizione infantile a quella adulta si completa in un periodo che si colloca tra i 2 e i 7 anni di età. Talvolta, è possibile che questa fisiologica maturazione del meccanismo di deglutizione non si verifichi. Ecco quindi che anche oltre il limite di età fisiologico si può continuare a mettere in atto una “deglutizione infantile” che, a causa dell’età del soggetto, prenderà il nome di “deglutizione disfunzionale”.

Le cause della deglutizione disfunzionale possono essere:
protratto uso del biberon o del ciuccio;
succhiamento del dito;
vizi orali (succhiamento continuo di oggetti);
onicofagia;
affezioni del cavo nasale (riniti ricorrenti, ipertrofia delle adenoidi o dei turbinati, allergie, ecc…).
L’evoluzione della deglutizione
Nel corso del tempo, il bambino modifica il modo di deglutire in base al tipo di alimentazione ed al modo di nutrirsi:

Nei primi mesi di vita il neonato presenta una “deglutizione infantile”. In questo periodo la deglutizione interessa consistenze liquide: durante l’allattamento (quando in bocca si è raccolta una sufficiente quantità di latte), si scatena il riflesso deglutitorio. Durante la suzione la lingua scivola avanti e indietro sporgendo tra le gengive ancora prive di denti in un processo di “spremitura” nella parte anteriore della bocca e di aspirazione in quella posteriore. I muscoli della masticazione non vengono attivati, mentre le labbra e le guance del piccolo si contraggono con forza per garantire un sigillo efficace, tale da impedire la fuoriuscita di latte. Durante l’allattamento artificiale tale sigillo viene garantito dalle proprietà intrinseche della tettarella; ciò determina tuttavia una scarsa attivazione della muscolatura periorale.

Con LO SVEZZAMENTO (intorno ai sei mesi) l’assunzione del cibo parallelamente alla graduale maturazione di diverse funzioni anatomo-funzionali porta al progressivo e lento cambiamento dello schema deglutitorio passando dalla deglutizione infantile a quella adulta attraverso una deglutizione detta “di transizione”. La comparsa dei primi denti decidui modifica il meccanismo neuromuscolare della deglutizione infantile; successivamente i primi contatti occlusali danno luogo a nuovi impulsi nervosi che portano all’apertura e chiusura della mandibola, e ad una posizione posturale più distale della lingua.

La deglutizione adulta è caratterizzata dall’assenza di una spinta anteriore della lingua: la punta della lingua appoggia sulle rughe del palato, appena dietro gli incisivi superiori; la parte centrale della lingua si solleva, schiacciandosi contro la volta del palato, mentre la parte posteriore spinge indietro il cibo precedentemente masticato. Contemporaneamente alla spinta verso l’alto della lingua, la mandibola si solleva e le arcate dentali vengono in contatto grazie all’azione dei muscoli masticatori.
Il bambino o l’adulto con “deglutizione disfunzionale” deglutisce spingendo la lingua tra o contro i denti, contrae i muscoli delle labbra e a volte anche quelli del mento, mentre i muscoli masticatori non si contraggono o lo fanno debolmente.
È stato calcolato che vengono mediamente eseguiti 2000 atti deglutitori in una sola giornata. Se si considera che la forza applicata dalla lingua sui denti durante una “deglutizione disfunzionale” è di circa 1 Kg, è facile intuire come tale meccanismo agisca come un apparecchio ortodontico distruttivo… in pratica è come tenere un elefante appeso ai denti!
Per questo motivo è importante che il lavoro da svolgere sul paziente venga condiviso tra logopedista e ortodontista in termini di timing e di obiettivi.
Conseguenze della deglutizione disfunzionale
Le conseguenze più evidenti di una “deglutizione disfunzionale” sono rappresentate da asimmetria del viso, malocclusioni dentali, alterazioni della respirazione, difficoltà di pronuncia di alcuni fonemi, modificazioni dell’assetto posturale talvolta anche accompagnate da cefalea, dolore a livello dell’articolazione temporo-mandibolare o della colonna vertebrale, stanchezza, alterazioni della qualità della voce.
Terapia logopedica della deglutizione atipica
La deglutizione avviene in modo del tutto automatico ma può in qualsiasi momento tornare sotto controllo volontario. Scopo della terapia logopedica è dunque quello di modificare in modo consapevole i movimenti dei muscoli adibiti alla deglutizione e di allenarli per farli divenire nuovamente automatici. È per questo motivo che, al fine di automatizzare lo schema motorio corretto, gli esercizi devono necessariamente essere ripetuti più volte al giorno. Se il paziente è costante, in tre-quattro mesi (con sedute settimanali), potrà essere corretta attraverso:
ripristino del tono dei muscoli più deboli fino a portare il complesso muscolare ad una condizione di equilibrio;
separazione delle diverse fasi dell’atto deglutitorio, così da procedere separatamente alla loro rieducazione;
fusione in un unico atto deglutitorio delle fasi singolarmente apprese;
automatizzazione della “deglutizione adulta”.
Conclusa la terapia, si dovranno fare dei controlli periodici per garantire il mantenimento e perfezionamento dei risultati ottenuti o per individuare esercizi supplementari in caso di ricadute.
Nel caso in cui il bambino presenti delle abitudini viziate come ad esempio il succhiamento del dito, sarà necessario individuare le strategie migliori per eliminarle senza traumatizzare il bambino.
Consigli pratici per prevenire l’insorgenza della deglutizione disfunzionale
Evitare l’uso protratto del ciuccio nell’arco della giornata limitandone l’uso ad alcuni momenti;
Favorire un’alimentazione varia tramite la quale il bambino/a si abitui a gestire consistenze, dimensioni, volumi e sapori diversi.
Intorno ai 9 mesi il bambino può già sperimentare l’utilizzo del bicchiere che inizialmente andrà ad integrare la somministrazione di liquidi con il biberon.
RICORDA CHE..
I migliori risultati si ottengono tramite un lavoro sinergico tra logopedista e l’ortodontista.
Ultima revisione di questo articolo: Giugno 2021

Laureata in Logopedia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Pisa.
Nel tempo mi sono occupata anche di TMA ( Terapia Multisistemica in Acqua).
Durante l’intervento logopedico utilizzo un approccio globale che mira al miglioramento delle capacità comunicative avendo cura anche degli aspetti relazionali, emotivi e di integrazione sociale.
Nel Centro Il Grillo Parlante mi occupo prevalentemente della valutazione e riabilitazione di disturbi del linguaggio (DSL), disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), autismo, disturbi dell’attenzione, ritardi mentali, disprassia verbale e disturbi otorinolaringoiatrici (sordità, dislalie, disfonie e deglutizioni disfunzionali).




