La Balbuzie • Centro Il Grillo Parlante • Pisa
  • Author:Dott.ssa Nadia Botrugno

La Balbuzie

CONOSCERE E RISOLVERE UNA QUOTIDIANA DIFFICOLTÀ

Sicuramente ti sarai fatto un’idea della balbuzie: adesso voglio dirti la mia. Secondo me la balbuzie non è una malattia, non indica la mancanza di qualcosa, piuttosto la presenza di qualcosa in più. I balbuzienti in genere hanno una sensibilità al di sopra della media e questo li porta a dare una maggiore importanza alle cose che gli accadono. Ti chiederai: “ma allora perché balbetto?”.

Le cause per cui hai iniziato possono essere tante: per uno spavento, per un grande dispiacere, oppure perché da piccolo avresti voluto dire più cose di quelle che riuscivi a dire come se la tua testa andasse più veloce della tua lingua. Se adesso continui a balbettare non è per quegli stessi motivi ma probabilmente perché hai paura di balbettare: in altre parole, la causa della balbuzie è la balbuzie stessa.  È un po’ come quando un atleta deve fare un salto ed ha paura di non riuscirci:sarà la paura stessa a far sì che non ci riesca. Così tu, per il timore di non parlare bene, ti inceppi. Quando, per di più, si aggiunge un ulteriore stress (ad esempio un’interrogazione a scuola) la tua balbuzie si accentua, non è così?

Intanto, per attenuare un po’ questo timore, voglio che tu sappia che tante persone balbuzienti hanno fatto cose grandiose nella loro vita, per esempio un balbuziente è stato il più grande imperatore di tutti i tempi: GIULIO CESARE! Si racconta anche che nell’ottocento, le dame dell’alta società, facessero finta di balbettare per suscitare l’attenzione degli altri, oppure per prendere tempo e trovare la risposta più opportuna per rifiutare uno spasimante.

Ti racconto tutto questo per dimostrarti che la balbuzie non è una malattia e proprio per questo non ci sono né pillole né punture, né tantomeno, operazioni a cui sottoposi. L’unica cura è la volontà, il credere di poter vincere e, se ce la metterai tutta, ti assicuro che con il giusto aiuto ce la puoi fare! Quello che possono fare gli altri per te, quindi, non è molto: quello che dovrà lavorare sei tu. Ti potranno essere forniti strumenti, tecniche e stratagemmi, ma starà a te utilizzarli e scegliere quelli che potranno aiutarti di più. Oppure, chissà: il metodo migliore per te potresti inventarlo tu stesso, come hanno fatto molti balbuzienti. Vuoi scoprire cosa può funzionare per te? Non ti resta che provare ad iniziare questo percorso … la decisione spetta solo a te!

 

ED IO GENITORE…?

Sicuramente, nell’affrontare con vostro figlio questo problema, avete vissuto svariati stati d’animo. Vi siete preoccupati per lui, sentiti impotenti, di fronte ad una cosa per voi sconosciuta e, sopraffatti dall’ansia di trovare una soluzione, avete consultato più specialisti. Ciò probabilmente ha portato solo a creare in voi più confusione e dunque rabbia e frustrazione per aver perso tempo. Probabilmente la vostra sofferenza sta nel pensare che vostro figlio sia diverso dagli altri bambini e che magari sia proprio a causa vostra. NON È COSÌ! Lasciate da parte i sensi di colpa e preoccupatevi solo di seguire alcuni consigli che vi permetteranno di comunicare in modo più sereno e proficuo con vostro figlio.

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ATTEGGIAMENTI POSITIVI

  • Accettare la balbuzie di mio figlio;
  • Attendere che finisca di parlare senza interromperlo o sostituirmi a lui;
  • Ascoltare ciò che dice e come lo dice;
  • Creare ogni giorno un momento di conversazione tranquilla;
  • Ricordarmi di essere un modello di parola oltre che di educazione: articolare lentamente ed in modo un po’ accentuato lasciando spazio alle pause e guardando il bambino in faccia;
  • Mantenere un atteggiamento calmo;
  • Dimostrami interessato a ciò che il bambino dice;
  • Comportarmi come se il bambino non balbettasse.

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ATTEGGIAMENTI NEGATIVI

  • Minimizzare le paure del bambino riguardo al suo problema;
  • Interromperlo mentre parla;
  • Andarmene mentre parla;
  • Dirgli di smettere di balbettare o chiedergli di parlare meglio;
  • Arrabbiarmi o essere impaziente;
  • Punirlo;
  • Mostrarmi preoccupato;
  • Terminare le frasi al suo posto;
  • Fargli troppe domande o in modo incalzante.

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