maltrattamento
  • Author:Dott.ssa Nadia Botrugno

Racconto di un maltrattamento scolastico: Il diario di Jonah

Era l’estate del 2006, le pietre dorate dal bagliore del sole non riuscivano a resistere a quel calore…

ogni tanto qualche farfalla si posava sui fiori per nutrirsi,il geco non smetteva di portare fortuna…tranne ad un bambino…malato e tutto solo, in un angolino della sua stanza.

Il bambino piangeva e piangeva perchè, a scuola sua, c’era una maestra che picchiava, tirava i capelli a chiunque la osservava.

Il bimbo intimorito, comprò con gli ultimi centesimi che gli restarono, un diario che iniziò così:

Ciao caro diario,

non saprei cosa dire perchè la mia vita è così malinconica….

Jonah non sapeva di avere problemi…la dislessia,la discalculia, la disgrafia e nessuno lo capiva perchè non si esprimeva bene.

Io sono alto 1 metro e 30 centimetri, ho capelli mori come la terra, ho gli occhi verdi come il prato d’estate…

Io non ho la mamma e neppure il babbo, vivo con mia nonna, in un appartamentino per due persone, però lei è fragile e delle volte casca….lei cerca di difendermi dai più grandi, ma è troppo fragile

e quindi mi tocca sopportare tutte quelle pedate e pugni nello stomaco, tutte quelle calciate nelle mie gambe fragili e tutte le testate negli occhi delicatissimi…

io, Jonah non mangio mai: infatti di taglia ho 2-3 anni, mia nonna ma dà sempre dei biscottini al latte e cioccolato, ma io, con la mia piccola testa appoggiata sul divano, preferisco non mangiare, ma scrivere questo diario.

In un altro giorno di scuola mi sono rifugiato nel bagno, per saltare la lezione di matematica, in cui non capisco nulla, poi suonò la campanella e un bimbo mi corse addosso per picchiarmi, ma io con tutte le mie forze, corsi e corsi verso la mensa dove un gruppo di ragazzi mi aspettava per difendermi, tutti gli anni si ripeteva la stessa cosa. Per fortuna la mia mamma dal cielo, come un angelo, decise di aiutarmi… Passati 3 anni, mia nonna trovò un compagno medico, che la rimise in forma e tutti e due, decisero di trasferirsi, con me, in un’altra cittadina ed in un’ altra scuola, dove feci molte amicizie e nessuno mi picchiava più…

A casa ho rincominciato a mangiare e così i nonni mi hanno comprato tanti vestiti nuovi e belli perché siamo diventati ricchi…

Così la nonna portò Jonah in un centro medico dove lo aiutarono a superare i suoi problemi insegnandogli dei trucchetti, nella nuova scuola incominciò ad amare le materie, conobbe tanti bimbi che gli stavano vicino e non lo prendevano

più in giro e le maestre erano dolci, affettuose e lo aiutavano nei momenti più difficili.

 

Caro diario,

io tutto quello che ho vissuto I ‘ho

scritto…Grazie per aver tenuto segreto

tutte quelle parole che non riuscivo ad esprimere e così le ho scritte…

 

Beh, la storia di Jonah non è finita così…

Jonah diventò un famoso professore all’università.

 

Questa storia potrò servire a tutti per capire quanto

sia importante aiutare i bimbi ascoltandoli e

confortandoli con il cuore.

Per questa storia ho preso spunto da un quadretto, che è appeso al “Grillo Parlante”, associazione di terapisti che aiutano i bambini, in cui c’è scritto:

 

rosa poesia

Io accanto a Te

voglio caricare su di me

la tua difficoltà

a parlare, a camminare, ad aggregarti,

a giocare, a scegliere

ad accettare

I ‘esclusione. . .

per liberarti

per risollevarti

per respirare

per vivere con felicità…

PER FARTI SEMPRE SORRIDERE!

 -A.S.-

L’autrice di questo meraviglioso testo è una bambina di 10 anni che suo malgrado si è trovata testimone e vittima dei maltrattamenti subiti dal suo fratellino il primo anno di scuola dell’infanzia. Il bambino, che ha un disturbo del linguaggio espressivo, all’epoca dei fatti si esprimeva con pochi vocaboli e non era in grado di raccontare quanto gli stesse accadendo ma, anche grazie alla sorella, i genitori ebbero conferma della fondatezza dei loro sospetti e fu trasferito in un nuova scuola dove la serenità è subito tornata nel suo cuore. La sensibilità di questa sorella ha reso, a distanza di anni, parole e immagini per tutti noi quella sofferenza che il fratellino ha subito e che  lei si è portata dentro.