Genitorialità : quando la presenza dei genitori è troppa

Oggi vogliamo riflettere su un atteggiamento che a volte fa parte dell’essere genitori. Quando arriva un bambino in una famiglia la tendenza alla protezione è fisiolgica: tutti i mammiferi si occupano dei propri cuccioli.

Quando è importante ridurre la nostra ansia nei confronti del bambino, perchè è importante fargli sperimentare anche la frustrazione, cosa contattiamo noi genitori quando lasciamo andare i nostri figli e quando invece controlliamo tutti i loro movimenti.

Le domade e i dubbi sono sempre tanti, in quest’articolo troverai degli spunti di riflessione sulla genitorialità e l’iper- genitorialità: sai cos’è?

E tu che genitori hai avuto e che genitore ti senti? 

Iper-genitorialità: cosa è e cosa comporta

Essere genitori significa iniziare un cammino, che cambia spesso direzione, che muta ad ogni passo e che porta alla scoperta dei bambini, man a mano che crescono.

La genitorialità vede gli adulti responsivi e presenti nel soddisfare i bisogni dei bambini, che sono tanti e diversi.

Significa quindi: prendersi cura, accogliere, contenere ma anche lasciare spazi e decisioni ai figli.

E proprio in questa ultima parte della definizione del processo di crescita che nasce una disfunzione affettiva che può nuocere ai nostri bambini.

Quando la presenza diventa iper-presenza

Quando ci riferiamo a quei comportamenti eccessivamente presenti da parte degli adulti verso i loro figli, si parla metaforicamente di “genitori-elicottero”.

Questa espressione viene utilizzata per quei genitori che ronzano perennemente sulle teste dei loro figli, soddisfacendo bisogni prima ancora che questi si presentino.

Dunque una iper-presenza, oltre che fisica anche psicologica, che rischia di creare più danni che benefici. Sia per i figli che avranno grandi pretese in ambito scolastico e sociale, sia per le figure genitoriali stesse che svilupperanno ansia, stress e preoccupazioni inutili.

Questo comportamento genitoriale porterà probabilmente alla creazione di un rapporto tossico, invadente e non psicologicamente sano; dove i figli non riusciranno a vivere in modo autonomo le situazioni della vita quotidiana.

Di questi comportamenti non è dannoso solo l’iper-controllo ma anche l’invischiamento da parte dei genitori nelle passioni, amicizie e attività dei propri figli.

Conseguenze dell’iper-genitorialità sui bambini

Questo tipo di genitorialità ansiogeno ha sicuramente delle conseguenze sui bambini. L’iper-controllo genitoriale potrebbe trasformare l’attrazione dei bambini di scoprire l’ambiente circostante in ansia e apprensione, potrebbe andare a minare la loro autostima e il loro senso di autoefficacia, il loro controllo emotivo e comportamentale.

I bambini possono avere una minore capacità di reagire in modo appropriato a situazioni difficili, ad esempio nel contesto scolastico o nelle relazioni con i pari.

Il bambino che ha più possibilità di autogestirsi sarà più resiliente, con una capacità migliore di gestione emotiva, più abilità di problem solving in situazioni di stress, con annesso rendimento scolastico migliore.

L’iper-protezione impedisce di apprendere ai bambini: il sapersela cavare, avere le capacità di reazione davanti alle frustrazioni e i contrattempi.

Come nasce l’ansia scolastica dalle richieste genitoriali

I bambini iper-controllati potrebbero sviluppare un tipo di ansia molto frequente: l’ansia scolastica. E’ dovuta alle grandi aspettative genitoriali che i bambini temono di non riuscire a soddisfare e questo genera in loro un grande senso di preoccupazione.

Una forma di ansia che a volte può essere interpretata come un capriccio e che in realtà è una vera e propria forma di angoscia caratterizzata da apprensione e paura del peggio, in cui il bambino ha la sensazione che nel contesto scolastico possa accadere qualcosa di terribile.

Il pensiero di fallire e deludere le figure genitoriali gioca un ruolo importante in questo tipo di ansia, insieme alla difficoltà che incontreranno ad auto consolarsi da soli:

potrebbero non avere acquisito questa autonomia, perché di solito non vivono la frustrazione o comunque vengono subito consolati dai genitori.

“Mamma, papà! Sto crescendo!”

I genitori devono fidarsi di loro stessi e dei loro figli: lasciare loro la mano, in modo da non intromettersi, lasciarli alle loro intuizioni e accompagnarli nello sviluppo, rinforzandoli e congratulandosi con loro.

Devono essere liberi di sbagliare, in modo che il bambino potrà, in totale autonomia, sviluppare la propria sicurezza relazionale.

Possiamo essere genitori premurosi, senza essere ansiogeni.

Come le onde del mare che si avvicinano ma si allontanano anche, dobbiamo essere armoniosi ed equilibrati in modo da accogliere e cullare ma anche far sperimentare e crescere in autonomia i bambini.

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