Le criticità dell’adolescenza: come aiutare genitori e ragazzi.

L’adolescenza, come sappiamo, è una fase delicata per i ragazzi ma anche per i genitori. Spesso le abituali dinamiche familiari vengono messe a dura prova anche perché il conflitto tra genitori e figli, in questo periodo, è fisiologico. I ragazzi a questa età hanno bisogno di trovare la propria identità procedendo per tentativi ed errori. Inoltre, cade la mitizzazione delle figure genitoriali che fino a poco tempo prima erano il centro e la base sicura per i bambini ma che poi vengono sostituiti dagli amici durante l’età adolescenziale.

Ricordiamoci che ci rapportiamo con un cervello che si sta costruendo, vive una fase di trasformazione e transizione da un cervello immaturo ad uno più strutturato fino a raggiungere la completezza con la prima età adulta. In questa fase i diversi meccanismi di maturazione cerebrale impattano sul comportamento dei nostri figli e noi genitori ci troviamo davanti un nuovo individuo che lotta per la propria autonomia, indipendenza e affermazione del sé.

Analizziamo insieme alcuni aspetti.

Bisogno di autonomia e non di controllo.

I figli hanno bisogno di sperimentare, di sbagliare, di capire da soli ciò che è giusto da ciò che non lo è. Se il genitore è troppo controllante e soprattutto si eleva costantemente in una posizione “up”, ovvero di superiorità rispetto al figlio, la loro relazione entrerà in sofferenza.

E’ importante quindi passare da “ti dico cosa fare” a “quali rischi vedi, come pensi di poterti comportare? “

Comunicazione chiara

La chiarezza comunicativa nella relazione con gli altri è fondamentale per la creazione e il mantenimento di un rapporto sano.

È a maggior ragione vero quando parliamo dei nostri adolescenti con cui, ad esempio è opportuno negoziare su orari/ spazi senza imporre a priori in quanto è importante trovare dei giusti compromessi.

È consigliabile, come genitori, tenere un canale sempre aperto anche quando il figlio sbaglia che si deve sentire sempre sostenuto e supportato.

La sua percezione dev’essere di non sentirsi solo nonostante le azioni scorrette compiute ed è importante che i genitori utilizzino frasi del tipo: “ se sei nei guai non avere paura di parlarne; non temere una nostra reazione negativa; le cose insieme si possono risolvere ”.

Durante i rimproveri è fondamentale riprendere i figli andando ad intaccare il comportamento e non la persona, cercando di contestualizzare l’errore alla situazione senza generalizzare. Le parole hanno un peso importante e scegliere con cura può fare la differenza nella risposta dell’altro che può avere un atteggiamento di apertura o di chiusura.

Frasi da dire per agevolare un atteggiamento di apertura

  • “non ti sei comportato bene in questa situazione/ in questo momento ecc”.
  • “Aiutami a capire”
  • “Ha senso, dal tuo punto di vista”
  • “Cosa ti servirebbe da me adesso?”

Frasi da non dire per scongiurare un atteggiamento di chiusura

  • “sei stupido, è sempre la stessa storia, sbagli sempre”
  • “Alla tua età io…”
  • “Perché non sei come…”
  • “Finché stai sotto questo tetto..”

Errori comuni

Ci sono comportamenti genitoriali che minano il rapporto con l’adolescente. Tra i più comuni è usare:

  • il senso di colpa come leva con il famoso….“dopo tutto quello che ho fatto per te”!
  • la triangolazione. Evitare di parlare male dell’altro genitore al figlio. Per essere credibili agli occhi dei nostri figli è importante mandare loro un messaggio di coerenza nello stile educativo e l’assenza di asimmetrie tra le figure genitoriali. Entrambi i genitori hanno lo stesso potere educativo e sono uniti nel progetto di crescita dei figli.
  • confondere amore con prestazione. Evitare di lodare i propri figli solo quando prendono bei voti oppure quando si comportano bene; importante è fargli arrivare il messaggio che li stimiamo e siamo orgogliosi di loro a prescindere dalle prestazioni scolastiche e dai comportamenti più o meno adeguati.

La giusta distanza

Durante l’adolescenza è importante lasciare sempre la porta socchiusa, i figli devono sapere che siamo lì, che possono entrare quando vogliono, che non li lasciamo fuori ma nello stesso tempo non possiamo dare loro carta bianca su tutto.

Con il tempo è importante riuscire a trovare la giusta distanza ovvero quella distanza che non ci rende troppo invadenti e appiccicosi ma nello stesso tempo che non ci faccia percepire da loro disinteressati e freddi nei loro confronti.

La giusta distanza è quel giusto compromesso che ci permette di seguirli con sguardo vigile ma consapevoli del fatto che possono andare incontro a dei fallimenti.

Noi genitori non possiamo sostituirci a loro ma possiamo rimanere pronti per intervenire appena riceviamo una richiesta di aiuto.

Come nella metafora del riccio è importante non essere troppo distanti per evitare di sentire di freddo (la solitudine emotiva) né troppo vicini perché la troppa intimità rischia di ferirli o soffocarli (le spine). La soluzione sta nel trovare una distanza di sicurezza ottimale.

Come interveniamo al Grillo Parlante

Spesso arrivano presso il nostro centro genitori che sono in difficoltà nella gestione dei figli adolescenti.

Solitamente i nostri professionisti osservano le dinamiche familiari e rilevano quelle disfunzionali individuando sia i punti di forza che di debolezza all’interno della relazione genitori figli basando le strategie di intervento proprio su ciò che di positivo sostiene il rapporto.

Spesso dai colloqui con i genitori emerge una richiesta di aiuto nella gestione delle dinamiche familiari. Le preoccupazioni principali sono sulla scarsa partecipazione degli adolescenti alla vita familiare e/o domestica, ma anche l’isolamento sociale in cui i ragazzi si rifugiano chiudendosi all’interno della loro cameretta assorbiti dall’utilizzo eccessivo di smartphone oppure altri dispositivi informatici o elettronici.

In altri casi i ragazzi stessi fanno riferimento a noi a causa dell’atteggiamento ipercontrollante dei genitori e la loro conseguente messa in atto di comportamenti oppositivo provocatori.

Accogliere queste richieste è utile per impostare un intervento mirato che guidi i genitori ed i figli verso un rapporto più consapevole con il raggiungimento di dinamiche più funzionali.

Qui di seguito abbiamo pensato di riportare, a voi lettori, dei suggerimenti per rendere più funzionale la relazione con i vostri figli.

VADEMECUM – LE NOSTRE 10 REGOLE D’ORO

  1. Non fare l’amico. Fai il genitore solido.
    Hanno già amici. Hanno bisogno di uno che regge quando loro traballano.
  2. Meno discorsi, più domande brevi.
    Evita il sermone. Chiedi:
    • “Com’è andata oggi?”
    • C’è qualcosa che ti turba in questo periodo?”
      Poi ascolta 80%, parla 20%.
  3. Il cervello adolescente è in cantiere.
    Cerca novità, rischio, gruppo. Non è provocazione, è biologia. Il tuo compito non è togliere il rischio, ma tenerlo dentro un perimetro sicuro.
  4. Regole: poche, chiare, negoziate.
    Massimo 4-5 regole non negoziabili (es: niente droga, avvisi dove sei, rispetto). Tutto il resto si contratta. Se la regola è imposta senza spiegazione, la aggira.
  5. Uscite, telefono e social:
    • Orari concordati prima, non al momento
    • Telefono non sotto sequestro come punizione: è la sua vita sociale. Toglilo e tagli il canale con te
    • Piuttosto: patto su luoghi (condivisione posizione quando esce la sera), ora di rientro, e cosa fare se è in difficoltà
    • Niente controllo segreto del telefono. Se hai un dubbio, diglielo: “Ho visto che sei nervoso, c’è qualcosa sul telefono che ti preoccupa?”
  6. Litigio: come gestirlo
    • Mai urlare da un’altra stanza o quando sei arrabbiato forte. Prendi 20 minuti.
    • Usa “Io mi sento…” invece di “Tu sei…”: “Mi preoccupo quando non rispondi” anziché” Sei un irresponsabile”
    • Chiudi sempre con una riparazione, anche breve.
  7. Scuola e voti
    Chiedi più dell’impegno che del voto. “Hai fatto il tuo? Posso aiutarti in qualcosa?” Se lo attacchi sul voto, smette di raccontarti la scuola.
  8. Corpo, sessualità, sostanze
    Parlane prima che lo faccia internet. Senza vergogna, con informazioni reali. Non fare terrorismo, fai prevenzione:
    “Sai cosa fare se un amico sta male dopo aver bevuto? Sai come si usa davvero un preservativo?”
  9. Tieni un rito solo vostro
    Una pizza il giovedì, un tragitto in macchina, una serie vista insieme. Senza parlare di problemi. È lì che poi ti confiderà le cose importanti.
  10. Prenditi cura di te come coppia/genitore.
    Un adolescente sente subito se sei esausto o se scarichi su di lui le tue ansie. Se sei in due, decidete prima tra voi la linea, poi parlate a lui. Mai smentirvi davanti a lui.

 

Se hai bisogno di un confronto per chiarire dei dubbi che hai rispetto alla tua relazione con tuo figlio rivolgiti a noi.

È proprio quello che insegni a lui: quando non ce la fai da solo, chiedi.

Ricordatevi che il vostro compito non è avere un adolescente felice tutti i giorni, ma un adultofuturo solido.

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